dans ton regard, on devine ta générosité. ciao bambino..


Massimo TROISI
nato il 19/2/1953 a San Giorgio a Cremano (Napoli)
scomparso il 04/06/1994 a Ostia (Roma)

 foto : Pino Settanni

"La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori." Massimo TROISI

Réalisateur, Scénariste, Acteur italien

  Massimo Troisi è stato uno dei più apprezzati artisti italiani della fine del Novecento.
Attore, regista e sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo, ha saputo esplorare le consolidate tradizioni napoletane, seguendo le orme linguistiche e gestuali di Eduardo De Filippo e Toto', rinnovandole profondamente con un metodo recitativo del tutto originale.
Nasce il 19 febbraio del 1953 a San Giorgio a Cremano, un piccolo ed accogliente paesino a quattro chilometri da Napoli. Figlio del conducente di treni Alfredo Troisi e di Elena Andinolfi, cresce in una famiglia molto numerosa; abita infatti nella stessa casa con i genitori, cinque fratelli, due nonni, gli zii ed i loro cinque figli. Dell'atmosfera familiare vissuta Troisi lascer ! alcune testimonianze anche nei suoi primi due film, Ricomincio da tre e Scusate il ritardo.
 
Dopo aver ottenuto il diploma di geometra scrive poesie per diletto ispirandosi a Pasolini, il suo autore preferito, e inizia a recitare, dal 1969 nel teatrino parrocchiale insieme ad alcuni suoi amici d'infanzia, con i quali passava parecchio tempo a giocare a pallone, tra i quali ci sono anche Lello Arena, Nico Mucci, Valeria Pezza e tanti altri.
                                                                   
Il suo ultimo film, Il postino (1994), diretto da Michael Radford, è una rilettura piuttosto libera del romanzo di Antonio Sk !rmeta Ardiente paciencia che si concentra soprattutto sul legame di amicizia tra il poeta Pablo Neruda in esilio in Italia - interpretato da Philippe Noiret - e un umile figlio di un pescatore, portalettere in cerca di ragazze, che dal poeta impara non soltanto l'amore per la letteratura e la passione politica, ma anche la capacità di riconoscere ed esprimere le emozioni più profonde.              
                                                         
La morte improvvisa della madre, avvenuta nel 1971, lo obbliga a prodigarsi in mille attivit ! familiari e parrocchiali, muovendosi in continuazione. Questa frenetica attività sarà una delle cause della malattia al cuore che lo obbligherà nel 1976, a recarsi in America per un trapianto cardiaco; le spese del costoso viaggio vengono pagate con una colletta tra gli amici.

Troisi muore nel sonno il 4 giugno 1994, 24 ore dopo aver terminato le riprese del suo ultimo film, girato tra Ischia, Procida e Salina, nella casa della sorella a Ostia, nei pressi di Roma, a soli 41 anni.
La costernazione è grande in tutto il paese, Nanni Moretti (tra i primi a raggiungere il luogo) e tutti i suoi amici si mostrano visibilmente sconvolti dalla notizia, il Telegiornale di Raidue apre con una celebre sequenza ininterrotta per ben 15 minuti del film Scusate il ritardo - quella del litigio sulla scalinata con Lello Arena - con una sola, semplice scritta: Ci mancherai. Troisi lascia un vuoto incolmabile nella storia dello spettacolo italiano e un'eredità assai scarna - 12 film, gli sketch, lo speciale e le interviste televisive - ma difficile da dimenticare.

La sua scomparsa prematura a soli 41 anni per un attacco cardiaco conseguente a febbri reumatiche delle quali soffriva sin dall'età di 12 anni - aveva già subito un trapianto cardiaco negli Stati Uniti nel 1976 - getta nello sconforto e nel dolore l'intera nazione, ed è stata sicuramente la perdita più grave che abbia patito il cinema italiano negli anni '90.

 

Una poesia di Roberto Benigni. A Massimo Troisi

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ci D che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, Înaggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra cio' che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro 

300906

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